EDICOLA

dal 10 dicembre 2025 al 12 gennaio 2026

Il prato del vicino

Vega Flux

È in scena una figura sospesa tra gioco e tensione, colta nell’atto di puntare una pistola giocattolo verso qualcosa che resta fuori campo. La posa, infantile e strategica al tempo stesso, evoca un desiderio di controllo e una sottile rivalità, mentre il titolo introduce la vera chiave di lettura: l’altrove che ci attrae, ciò che non possediamo ma osserviamo con curiosità, invidia o proiezione.
Il prato, saturo e quasi artificiale, diventa metafora di questo spazio immaginato; una superficie uniforme su cui la protagonista sembra voler instaurare un dominio simbolico. Attorno a lei, i pappagalli — presenze esotiche e fuori scala — irrompono come figure di disturbo e di libertà, suggerendo una dimensione surreale che incrina la scena quotidiana. Sono creature che incarnano il pensiero che vola altrove, il desiderio di fuga, o la fantasia che amplifica ciò che vediamo nell’erba “del vicino”.
La pittura, diretta e gestuale, rinuncia alla mimesi per privilegiare la presenza: campiture forti, colori vibranti, anatomie appena distorte costruiscono una teatralità che rende la scena insieme vivace e inquieta.
In questo lavoro, l’artista indaga la distanza tra ciò che è reale e ciò che proiettiamo sul mondo: un piccolo teatro mentale dove desiderio, immaginazione e competizione si intrecciano, ricordandoci che spesso ciò che bramiamo non è altro che un’immagine coltivata nella nostra mente.

Vega Flux