EDICOLA

dal 27 febbraio al 13 aprile 2026
Come il fuoco brucia la foresta e come la fiamma incendia i monti – Residuo #01
Jona Fierro
Questo lavoro site specific si presenta come un paesaggio residuale, un ambiente attraversabile in cui ciò che resta è il dopo: tronchi carbonizzati, frammenti, foglie secche disperse su un suolo scuro che assorbe la luce. Non vi è traccia della fiamma, nessuna spettacolarità dell’incendio; l’opera insiste piuttosto sulla permanenza della cenere, sulla materia che ha perso vita ma non forma. In questa sospensione silenziosa si condensa il suo nucleo concettuale. L’opera diventa immagine della società contemporanea: non tanto devastata da un evento improvviso, quanto consumata lentamente. Il tronco inclinato contro la parete appare come una colonna spezzata, un corpo ferito che non crolla del tutto ma non si regge più; quello disteso a terra evoca una caduta già compiuta. L’ambiente, quasi neutro, amplifica la sensazione di isolamento e di perdita di orientamento.
L’elemento decisivo è la luce rossa intermittente che pulsa nello spazio come un segnale d’allarme. Non è semplice oggetto, ma ritmo: una presenza che interrompe la quiete e introduce una temporalità insistente, una costante che incombe. In relazione al Salmo 83, da cui il titolo è tratto, il fuoco non assume qui valore purificatore o trionfale; al contrario, si manifesta come forza indiscriminata che riduce tutto a residuo.
L’opera evita la retorica e sceglie una dimensione tragica e meditativa. È un ambiente che non grida, ma trattiene: invita a sostare tra i resti, a misurarsi con la cenere come metafora di una perdita di consapevolezza collettiva, e con quel lampeggiare rosso come fragile possibilità di coscienza.

