EDICOLA

Cellophanee
Cellophanee, nato a Napoli nel 2001, muove i primi passi della sua ricerca visiva nel graffitismo, sviluppando una spiccata sensibilità per il segno urbano, il gesto istintivo e la stratificazione delle superfici. La sua formazione si consolida prima presso il Liceo Artistico “SS. Apostoli” di Napoli e successivamente con la Laurea in Scenografia, un percorso cruciale che trasforma radicalmente il suo approccio allo spazio, alla luce e alla materia.
È proprio nell’incontro tra l’attitudine della strada e la visione scenotecnica che la pratica dell’artista trova la sua dimensione matura: l’uso del tessuto diventa elemento centrale e cifra stilistica della sua produzione. Il tessuto non è un semplice supporto, ma corpo tridimensionale, architettura effimera e membrana simbolica capace di dialogare con lo spazio circostante. Nel biennio 2025-2026 l’artista afferma la propria presenza nel panorama dell’arte contemporanea attraverso due progetti espositivi a Napoli: la mostra RITUAL presso gli spazi del REC e l’esposizione WHILE YOU SLEEP ospitata all’HSS HUB. In queste tappe, l’intreccio materico e visivo firmato da Cellophanee invita lo spettatore a varcare la soglia dell’opera, esplorando la dimensione del rito e dell’inconscio.
Attraverso il linguaggio dei graffiti, dove muri segnati dal tempo e superfici anonime vengono riconfigurati come tele contemporanee, l’artista indaga il sottile confine tra ordine e caos, dando vita a un bestiario figurativo e simbolico che si insedia nel tessuto cittadino come una serie di visioni collettive. Questo immaginario visivo viene trasposto nell’ambito del tufting e della realizzazione di rugs, traducendo la rigidità del cemento in una materia morbida, tattile e tridimensionale. Il colore si configura come il principale codice espressivo: acceso, istintivo e deliberatamente destabilizzante, in grado di innescare un cortocircuito concettuale tra dimensione ludica ed inquietudine. Ogni opera costituisce un invito a penetrare in un universo espressivo sospeso tra lo spazio pubblico della strada e la sfera intima personale, integrando l’immediatezza del gesto con la temporalità dilatata della tessitura.
